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Daniela Pulieri Intervista all’autrice

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Daniela Pulieri intervista all’autrice della silloge Le parole del mio cuore.

Attraverso le poesie, l’autrice, esprime le sue emozioni personali e quelle che prova attraverso le persone e le situazioni che vive direttamente e indirettamente. Una intensa e spontanea voce poetica che si rivela in questa intervista.

Intervista

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1 – Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per te fondamentali, che tratti in quest’opera? Scrivi poesie. Cosa trattano?
Le mie poesie sono frutto di esperienze personali e di sensazioni ed emozioni che provo anche attraverso le altre persone e le situazioni generali che viviamo tutti. In ogni poesia c’è qualcosa di me e qualcosa di chi legge, perché scrivo le emozioni di gioia e di dolore che prova ognuno di noi, anche se in modi e tempi diversi.

2 – Perché scrivi?
Perché solo attraverso la scrittura riesco a esprimere le mie emozioni, a far capire ciò che provo nelle varie situazioni della vita, ciò che penso, ciò in cui credo, ciò che non approvo e non sopporto, ciò che sogno e che mi impegno a realizzare. Scrivendo lascio parlare il cuore in tutta libertà, cosa che non riesco a fare a voce e inoltre è un modo per dialogare e confrontarmi con gli altri.

3 – Nel libro ci sono molti tuoi disegni. Un’altra tua passione.
Il disegno è una passione che è nata molto prima della scrittura, da quando frequentavo le scuole medie. Mi piaceva tantissimo disegnare qualsiasi cosa che attirasse la mia attenzione e mi riusciva bene, quindi mi resi conto di avere un dono oltre che una passione e con il tempo l’ho coltivata, anche se disegno solo per me stessa. Negli ultimi anni ho avuto una particolare attenzione per i volti femminili, mi piace catturarne le espressioni perché, come la scrittura, mi danno modo di esprimere le emozioni che provo. Da qui la scelta di aggiungere i miei disegni nel libro. La passione per la scrittura, anche se scrivo dall’età dell’adolescenza, l’ho rafforzata negli ultimi dieci anni componendo appunto poesie.

4 – Dalla sua scrittura emerge la figura di una donna particolarmente sensibile. Secondo te si tratta di una qualità o un difetto?
Credo che dipenda dalle situazioni, è un pregio quando la mia sensibilità è utile a comprendere gli altri, è un difetto quando invece mi fa star male per il comportamento di alcune persone insensibili, oppure quando mi immedesimo troppo nel dolore altrui.

5 – Nell’arco della giornata qual è il momento che dedichi alla scrittura?
Solitamente mi dedico alla scrittura soprattutto la sera tardi, quando intorno a me c’è silenzio e tranquillità. Ma spesso durante le mie giornate mi capita di abbozzare sulla mia agendina o sulla mia pagina Facebook, qualche breve pensiero nato spontaneamente da un’emozione del momento. Alcuni di questi diventano poesie quando li rileggo da sola nel mio angolino personale ripercorrendo quell’emozione.

6 – Chi è stata la prima persona che ha letto il tuo libro, se c’è stata, e nel caso quali sono state le reazioni?
Non saprei dire chi per primo abbia letto il mio libro, ma so che molte mie amiche lo hanno letto appena lo hanno avuto e le loro reazioni sono state positive. Mi hanno detto che le mie poesie coinvolgono molto emotivamente perché rispecchiano la vita di ogni persona con le sue esperienze e i suoi stati d’animo. Alcune volte organizzo degli incontri con chi vuole leggere e commentare le mie poesie facendo scegliere ad ogni persona una poesia in particolare che più la emoziona, e ogni volta è un successo perché ottengo proprio ciò che cercavo, cioè il dialogo e il confronto con altre persone ed altre esperienze.

7 – Hai un modo molto semplice di esprimerti, è ciò che ti rappresenta?
Sì, scrivo con semplicità perché sono una persona semplice, uso parole comprensibili a tutti. Credo che la semplicità sia qualcosa di affascinante, che arrivi al cuore di tutti. Le persone semplici non hanno bisogno di interpretazione, quello che esprimono si capisce subito. Non c’è necessità di usare un vocabolario, perché usano un linguaggio comune. E poi, la persona semplice è anche umile, non si esalta e non cerca il protagonismo, vuole solo trovare un po’ di dialogo e umanità in un mondo ormai troppo tecnologico e superficiale dove la vita è più virtuale che reale.

8 – Preferisci il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?
Preferisco assolutamente il libro tradizionale cartaceo, perché amo il profumo della carta, il rumore delle pagine che scorrono tra le dita, i colori della copertina, il poter leggere il libro ovunque mettendo il classico segnalibro per ricordare dove sono arrivata e poi perché io mi servo della tecnologia per necessità e per stare al passo con i tempi, ma preferisco tutto ciò che è realmente percepibile attraverso i nostri quattro sensi, l’olfatto, l’udito, il tatto e la vista, perché niente di tecnologico o digitale potrà mai sostituirli.

9 – Cosa si prova a vedere il proprio lavoro diventare un libro?
È davvero una bella sensazione, tra l’incredulità dell’essere riuscita a realizzare qualcosa di così personale rendendo pubbliche le mie emozioni, con la paura oltretutto di dover affrontare anche gli aspetti negativi, e il coraggio di aver preso la decisione di pubblicare un libro pur avendo un semplice diploma ed esprimendomi con la massima semplicità. Devo dire che è anche una grande soddisfazione gratificata dai tanti apprezzamenti ricevuti fino ad ora.

10 – Farai un altro libro?
Si, l’intenzione è questa e continuo a scrivere poesie e frasi sulla mia agendina. Quando saranno abbastanza penserò a realizzare un secondo libro.

 

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