Intervista a Damiana Foralosso autrice della raccolta di favole Scappiamo nella fantasia composta da sedici favole nelle quali l’autrice pone in primo piano la solidarietà e la capacità di aiutare i propri simili in questo caso astucci, matite, anatre, foglie…
Edito da Kubera Edizioni.

Damiana Foralosso vicentina, classe 1976. Laureata in Mediazione Linguistica, lavora nel settore privato. Adora Leo Buscaglia e le biografie storiche, i racconti con la penna e con il microfono. Ama visitare la sua citta osservandola da angolazioni diverse. Il racconto “Saverio” è pubblicato nell’Antologia Scrivendo 2024i…
Scappiamo nella fantasia

di Damiana Foralosso
Kubera Edizioni
Raccolta di favole
ISBN 9791282419062
Pag. 112
Pubblicazione 2025
cartaceo 14,00 euro
Ordinabile in libreria e sugli tutti gli Store on line
Damiana Foralosso ci parla della genesi del suo libro e dei suoi progetti futuri nella scrittura
1 – Il titolo della Sua Opera “Scappiamo nella fantasia” sembra essere indirizzato non solo ai lettori più piccoli ma anche agli adulti. Una fuga nel mondo fantastico sia per avvicinarsi ai più piccoli che alla parte più giocosa di ognuno, spesso dimenticata.
Ho scelto di accostare il verbo e il complemento oggetto di 2 modi di dire diversi, ossia “scappare dalla realtà” e “rifugiarsi nella fantasia”.
Tutti possiamo esulare dalla realtà con un film, un gioco, un libro. E un racconto può rappresentare un sollievo, una pausa.
Per un bambino può voler dire creare nella propria mente il protagonista del racconto, per un adulto sorridere a qualche scena umoristica.
2 – Quali le tematiche tra quelle presenti nell’Opera che vorrebbe trasmettere al lettore?
Vorrei che le fiabe fossero un veicolo di emozioni e pensieri positivi.
Come tutti noi, il protagonista può imbattersi in difficoltà ed ostacoli, combattere con il proprio carattere, subire angherie; ma alla fine attraverso la mia penna lascio posto a speranza, redenzione, riscatto.
Mi piacerebbe inoltre che il lettore sorridesse leggendo gli spunti ironici o assurdi in alcune fiabe.
È un maestro ineguagliabile ma penso, ad esempio, a Rodari e alle sue storie in cui i 2 gemelli terribili Marco e Mirco si riconoscono solo dal colore differente dei loro martelli.
3 – L’Opera presenta una serie di protagonisti sia del mondo naturale (Maya, la foglia) che provenienti da oggetti di uso comune (Rita, la matita). Ognuno capace di realizzare se stesso nel momento in cui prende coscienza della propria natura. Una grande lezione per formazione dei più piccoli.
Ritengo che chiunque possa dimostrare, per primo a sé stesso, il proprio valore. Può trattarsi anche solo di un piccolo traguardo. L’importante è evitare di conformarsi per comodità o per piacere agli altri.
4 – Dove trova l’ispirazione per le sue fiabe?
Ho impiegato mesi a scrivere tutte le fiabe. All’epoca della vittoria nel Concorso Scrivendo Fiabe 2025 ne avevo già alcune pronte, ma erano in numero esiguo.
Poi piano piano ho iniziato a guardarmi attorno, liberando la mente attraverso camminate solitarie.
Una foglia, un colle, un animale diventavano fermi immagine che attiravano la mia attenzione. Inconsapevolmente si sedimentavano nella mia testa.
Nella maggior parte dei casi le fiabe hanno preso forma in poche ore.
Cito in particolare la mia favola Maya. La foglia che si aggrappa alla base in calcestruzzo del ponticello è una situazione che notai proprio il 4 di gennaio come racconto nella storia. Mi colpì per il fatto che rimaneva lì e pensai: “è proprio ostinata!”
Fotografai la foglia e lo scatto restò nella galleria del mio cellulare, finché un mese dopo mi venne l’idea per scrivere una fiaba. E così in pochi giorni nacque Maya.
5 – Quanto tempo riserva alla scrittura ogni giorno?
Scrivo nei ritagli di tempo, non necessariamente tutti i giorni, dipende dallo stato d’animo o dall’ispirazione. Tra una fiaba e l’altra possono trascorrere anche settimane.
Mi capita di iniziare una storia e non sapere in quale direzione spingermi. Così lascio assopire il racconto. Può risvegliarsi o forse no. Magari si ridesta solo in parte, prendendone un brano per ricavare la favola finale.
6 – Ci sono degli scrittori o libri di riferimento che hanno contribuito alla sua formazione?
Mi piacciono le storie che terminano con la redenzione o il riscatto dei personaggi. Come il protagonista de “Il gigante egoista” di Oscar Wilde o Ebenezer Scrooge di “Canto di Natale” di Charles Dickens.
Mi catturano inoltre quei personaggi di Gianni Rodari che rimangono nell’immaginario collettivo: il coccodrillo che partecipa al Rischiatutto, Giovannino Perdigiorno che visita città sempre nuove e particolari, la ragazza con i capelli verde-venere; personaggi ma anche situazioni anticonvenzionali che stravolgono l’idea di fiaba “ordinaria”, attirando il lettore.
Tra gli altri autori cito Leo Buscaglia, Agatha Christie, Sophie Kinsella e il poeta vicentino Antonio Bellò.
7 – Per conoscere meglio la persona oltre l’autrice, quali le sue passioni e suoi interessi oltre la scrittura e la lettura? Se ci sono.
Mi piace molto immergermi nella natura con camminate in solitaria per scaricare e ricaricare la mente. Adoro i legal drama televisivi statunitensi per i dialoghi accurati e i personaggi ben delineati. La mia passione sono le telecronache sportive, dove il giornalista riesce a rapire con il suo racconto al microfono, permeato di metafore, sfumature, pause, cambi di tono.
8 – Ci sono dei progetti in corso o per il futuro di cui ci vuole parlare?
Nessun progetto particolare al momento. Ma un augurio inviatomi da una persona cara: scrivere qualcosa che rimanga.
LEGGI L’ANTEPRIMA
